The Story of Life

Gli ultimi giorni di Jimi Hendrix

Enzo Gentile, Roberto Crema

Baldini+Castoldi

Il 18 settembre 1970, al numero 22 di Lansdowne Crescent, James Marshall Hendrix, nato Johnny Allen Hendrix, morì all’interno di un appartamento del Samarkand Hotel, a Londra. L’epilogo di un artista così grande e innovativo non ne esaurisce la storia, e infatti, nonostante l’enorme mole d’informazioni che ci rende refrattari al ricordo facendoci vivere solo nel momento presente, a cinquant’anni dalla morte Hendrix continua ad essere ricordato e ad apporre il suo marchio nell’immaginario collettivo di migliaia di fan: “Today’s music ain’t got the same soul/I like that old time rock and roll” per citare una canzone di Bob Seger.

The Story of Life. Gli ultimi giorni di Jimi Hendrix è un corposo volume dedicato esclusivamente all’ultimo mese di vita del genio di Seattle. Si compone solo di reperti accuratamente ricercati, e si rivolge a tutti gli appassionati che vogliono cercare di penetrare più a fondo nella vita di un genio musicale come lo era Jimi Hendrix attraverso una ricostruzione di stampo giornalistico. Il suo valore aggiunto, per chi scrive, non è quello di mettere in luce qualcosa di nuovo o di aprire spiragli e ambiti speculativi d’indagine, sia artistica che giornalistica, ma di mettere ordine all’interno di un mare magnum informativo spesso abusato. Affidandosi quindi solo a documenti ufficiali, riviste, fonti e interviste, i due autori del libro creano una ricostruzione minuziosa della vita intima e privata di un uomo assurto all’ambito mitologico. Enzo Gentile e Roberto Crema, ne mettono in luce l’etica musicale e la stanchezza mentale piuttosto che fisica. Assistiamo all’impietoso strumento del marketing e dello show business che stritola sfruttando fino alla fine i propri artisti, spersonalizzandoli, dimenticandosi del tutto del fatto che non sono macchine, ma esseri umani.

Ci sono storie che tutti gli interessati alla grande epopea del rock hanno sentito raccontare, a volte in maniera distorta, fino alla nausea. Quella forse più facile e ovvia da tramandare riguarda i caduti della musica, a cominciare da Jimi hendrix. (Cit. p. 17)

Jimi Hendrix era un giovane uomo di 27 anni sfinito dalla mole di lavoro, smarrito e confuso, non fragile ma esausto. In bilico tra il desiderio di essere amato e continuare la propria parabola ascendente e il bisogno di fermarsi a riposare così da potersi slanciare in un nuovo percorso creativo. Le notevoli abilità d’inchiesta e di recupero d’informazioni di Gentile e Crema sono supportate dall’amore e dall’affetto che provano verso il personaggio: tra le righe si percepisce il trasporto che mitiga la freddezza del rigore giornalistico, che incrocia le testimonianze e intende comunque porsi come un punto fermo all’interno delle teorie che si applicano alla morte e agli ultimi giorni di vita di un Hendrix pronto a slanciarsi verso nuove opportunità creative.

Hendrix, 10 maggio 1968

A chiusura e compendio della ricerca, si inserisce una corposa serie di interviste e impressioni di chi, da Jimi Hendrix, è stato colpito attraverso la vita, la musica, l’arte. Queste testimonianze non contribuiscono al discorso informativo della ricerca, ma sono interessanti per valutare la pervasività di Hendrix e il suo lascito attraverso le parole e i pensieri di famosi artisti Italiani e non: da Pat Metheny fino ad arrivare a Carlo Verdone – che non ha mai nascosto la sua viscerale passione per Hendrix arrivando a costruire un film intorno alla figura del grande chitarrista, Maledetto il giorno che t’ho incontrato –  passando per i racconti toccanti di Eric Burdon, Paolo Fresu, Fabio Treves, Franco Mussida.

Il volume è arricchito da un inserto fotografico dettagliato e scientificamente accurato che funge da inchiesta giornalistica visiva e sostanzia quel che è scritto. È un libro da possedere per chi vuole orientarsi all’interno dello sterminato repertorio informativo sulla vita di Jimi Hendrix.

I wish not to be alone,

So I must respect my other heart

Oh, the story

Of Jesus is the story

Of you and me

No use in feeling lonely,

I am searching to be free. (cit. p. 203)

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