Storia Segreta del Mississippi Blues

Roger Stolle

Postmedia Books, 2012

Quella musica passionale e inquieta non era il prodotto della storia della mia ascendenza bianca; era l’eredità di una forma d’arte afroamericana che proveniva dal Sud – lontano dal mio rassicurante Midwest – dalla terra del pesce gatto e del cotone (cit. p. 8)

Roger Stolle in Storia Segreta del Mississippi Blues crea un resoconto completo e a suo modo esaustivo sotto forma di una narrazione ben fatta, amichevole e colloquiale. Un tono sornione che solo chi se ne intende di parole può usare senza apparire frivolo, Stolle riesce benissimo nell’intento. Il punto focale del libro è la divulgazione e ciò lo rende interessante senza appesantire la lettura. Aggiorna chi ha intenzione di avvicinarsi al Blues di tutti i punti salienti della storia di questa splendida forma d’arte con un dono della sintesi perfetto; il discorso non rimane incompiuto e ogni focus sul quale si accende la dissertazione viene portato a termine, anche se è bene dire che non è un libro che intende rivolgersi all’appassionato conoscitore, allo studioso.

Oggi il blues è un genere. Un tempo era una musica e una cultura (cit. p. 14)

Forse il merito più interessante di Stolle è di avvicinarsi con estremo amore al Blues e di fornire una visione privilegiata, da dietro le quinte, di un esperto protagonista sull’attualità della zona del Delta degli USA e del momento storico che il Blues sta vivendo in questi ultimi anni al di fuori della cerchia accademica, sul campo. La narrazione è impregnata dello slancio self made man, forse un po’ celebrativa, ma con un focus più incentrato sulla tradizione del fare sul campo e questo non è un difetto anzi rende il prodotto intrigante che ha uno scopo ben preciso e dichiarato: avvicinarsi a quante più persone possibili uscendo fuori dai canoni della letteratura specialistica e degli articoli su riviste di settore. Consiglio la lettura di questo libro per l’ottimo e bellissimo repertorio fotografico di Lou Bopp, davvero belle le fotografie che risaltano grazie al lavoro della casa editrice che ha portato in Italia questo testo e che ha prodotto un ottimo libro, pensato anche come oggetto, con carta spessa e lucida ma non del tutto bianca che permette alle foto di risaltare mentre aiuta nella lettura senza stancare gli occhi

Lentamente ritmi e tradizioni importati dall’Africa si fusero con il paesaggio e l’ambiente stesso delle piantagioni della zona, finendo per trasformarsi in qualcosa di nuovo e decisamente diverso (cit. p. 31)

Se la prima parte del libro è perfetta per coloro che si affacciano al mondo del Blues è la seconda parte de “Storia Segreta del Mississippi Blues” che può incuriosire anche coloro che si interessano al Blues in maniera professionale, quella per la quale vale davvero la pena di leggere il libro, di possederlo. Vi si trovano  interviste non inedite, ma introvabili in Italia per chi non legge riviste specializzate in lingua inglese, ai protagonisti del Delta Blues, quelli autentici, a volte fuori dai radar, grezzi perché il blues cambierà e sta cambiando ma come genere musicale sopravvivrà sempre però la tradizione degli ultimi rappresentanti di quella generazione di musicisti uomini e donne che ne hanno vissuto la forma genuina suonata nei juke joint, bevuto whisky di contrabbando e vissuto raccogliendo cotone nelle vecchie mezzadrie non è destinata a durare per sempre, vanno tutelati, ascoltati e la loro parole registrate perché sono l’autentica espressione di una cultura, di una forma d’arte afroamericana che non potrà per forza di cose essere più la stessa dopo che questi protagonisti non ci saranno più.

Jitterbugging in Juke Joint, Clarksdale, Mississippi, 1939. Artist: Marion Post Wolcott

Consiglio a tutti di leggere le esperienze comiche, serie, tragiche o gli aneddoti contenute nel novero delle interviste, ci si immerge in un mondo dal quale è difficile staccarsi e il merito di Stolle è, ancora una volta, averle registrate per i posteri e poi divulgate senza filtri in una confezione accattivante anche per i non esperti e con un corredo di informazioni storico-culturali, fornite certo con sorniona promozione di se stesso, ma perfette per poterle fruire.

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