I vestiti della musica

Viaggio fra le meraviglie delle copertine dei dischi

Paolo Mazzucchelli

Stampa Alternativa

I vestiti della Musica si rivolge ai curiosi, agli appassionati, e possiede una valenza culturale in questo momento storico in cui il supporto digitale ha soppiantato l’oggetto materiale ma si ricominciano a vendere i vinili per coloro che amano avere il un rapporto con un album fisico, per poterlo toccare, ammirare e non solo ascoltare.

I vestiti della musica, forse senza volerlo, apre un discorso amplissimo e di grande attualità: l’importanza delle copertine degli album, ieri come oggi: è vero che l’artwork viene penalizzato nello streaming? L’idea che un vinile debba avere una copertina accattivante è superata? Si può fruire tranquillamente di un’opera senza conoscerne la copertina? Questo libro s’insinua pacatamente nel dibattito e lo derime a modo suo mostrando la bellezza e l’inventiva che può esserci dietro.

Paolo Mazzucchelli comunque non crea un libro iper specialistico che allontana da sé il lettore, ha una prosa leggera e didascalica, con piccole informazioni che inquadrano gli album, la loro storia e soprattutto il contesto nel quale sono creati e si rivolge perciò a tutti coloro che vogliono conoscere, in formato snello e di facile lettura, i retroscena degli album più famosi e la carta spessa e lucida del libro è quella perfetta per far risaltare agli occhi, perfettamente, i colori delle copertine riprodotte così che nessun dettaglio sfugga allo sguardo mentre ne si leggono le curiosità.

Solo apparentemente le copertine dei dischi in vinile possono essere “lette” come aspetto secondario nella genesi di un lavoro discografico. (cit. Paolo Mazzucchelli)

L’autore parla di un’epoca aurea e conduce il lettore alla scoperta del passaggio che la copertina compie da mero involucro, al 1948 quando, con l’avvento dell’LP diviene un qualcosa di più: una tela dove gli artisti possono dipingere le proprie idee, esporre ciò in cui credono, provocare, stupire, emozionare con l’ausilio di fotografi, pittori e artisti a loro contemporanei. Sul concetto di copertina come “messaggio impattante” dovremmo riflettere di più e in questo viaggio possiamo farci l’idea, non solo empirica, di come esse abbiano svolto un ruolo fondamentale nella gloria o nell’oblio degli album; pensiamo alla bellissima copertina di Layla and Other Assorted Love Songs, perfetta per l’album, perfetta per rappresentare ciò che Eric Clapton provava all’epoca per Pattie Boyd, la moglie del fraterno amico George Harrison, ma che ha rappresentato l’iniziale fiasco commerciale dell’album e di una delle Hit della canzone rock-blues, oggi famosissima ma che all’epoca fu snobbata perché sul vinile Clapton decise di non pubblicizzare il lavoro come suo, ma usando il nome di una band sconosciuta sul retro.

Jimi hendrix experience electric ladylan censurata
La copertina di Electric ladyland da un’opera fotografica di David Montgomery, prima della censura.

Le copertine degli album sono entrare con forza nell’immaginario iconico che abbiamo della storia musicale degli ultimi decenni: uno strumento di comunicazione estetica fra le band e gli artisti con il loro pubblico fino a divenire un oggetto d’arte a sé stante ed è con attenzione che dobbiamo accostarci e il libro di Paolo Mazzucchelli è perfetto per iniziare questo viaggio.

Non so cosa possano essere le copertine dei dischi per i ragazzi di oggi, so però che qualche decennio fa […] erano la porta che apriva quel magico universo sonoro che ha accompagnato le avventure di almeno una generazione. (cit. Luigi Marinoni)

Perfettamente in linea con l’idea che un LP sia godibile appieno solo attraverso le proprie copertine in contemporanea con la musica prodotta, Paolo Mazzucchelli propone, per ogni capitolo, dei brani racchiudibili in piccole playlist che accompagnino il lettore come didascalie sonore al testo; da questo e da molto altro si evince la professionalità dell’autore: mentre lo si ha in mano e lo si legge si capisce che c’è qualcosa in più dietro di lui, ci sono amore e passione, e infatti I vestiti della musica sconfina dal formato libro e si trasforma in spettacolo teatrale e viceversa, in un rapporto biunivoco: una vera e propria opera multimediale che si erge sulle spalle della passione, sulla voglia di divulgare le curiosità sul mondo della Musica. Per quanto mi riguarda, sono dell’avviso che si può anche iniziare ad attraversare anche per mera curiosità, ma quando penetra sottopelle pretende amore incondizionato e assoluto.

Il disco continua ed i colori della copertina prendono diverse sfumature, le stesse delle emozioni che stiamo vivendo. (cit. Massimo Bonelli)

Consiglio l’acquisto del libro I vestiti della musica per tutti i curiosi e anche per tutti i collezionisti: è ottimamente rilegato, il suo formato quadrato rimanda a quella dell’involucro dei vinili e fa risaltare il contenuto, un vero oggetto da collezione.

Layla-and-other-assorted-love-songs
Layla and Other Assorted Love Songs, Derek and the Dominos.

 

 

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