Alex Chilton

Un uomo chiamato distruzione

Holly George-Warren

Jimenez, 2020

La musica era la vita di Alex, ma ancora più del fare musica gli piaceva farla a modo suo. (cit.p. 9)

Alex Chilton, cantante, chitarrista, produttore e genio musicale, fece parte dei The Box Tops e fu il fondatore dei Big Stars. Cresciuto nel pieno della rivoluzione culturale che avrebbe sconvolto gli USA e poi il mondo, vide morire il fratello maggiore che idolatrava e ne rimase profondamente ferito ma crebbe all’interno di una famiglia dedita alle arti: il padre era un jazzista molto attivo nella comunità e tanti artisti si recavano in casa Chilton per suonare fino a notte fonda;  la madre esponeneva opere d’arte in un’ala dell’abitazione. L’ambiente domestico gli lasciò ampio spazio per crearsi un’identità propria, troppo spazio, forse, che sconfinò a volte nell’inedia, creando nel giovane Chilton una prima spaccatura fondamentale: l’innato desiderio di espressione si accompagnava in lui a un inconscio desiderio di regole e normalità, una strana voglia di conformismo all’interno di una vita costruita sull’altare dell’individualità, dell’anticonformismo outsider e ribelle. Fin dalla più tenera età visse esperienze che potrebbero riempire una vita intera.

 Alex aveva perso completamente interesse per la scuola, e i suoi voti lo dimostravano. Cominciò a litigare con il padre per il suo pessimo rendimento, e un giorno decise di scappare di casa. Con una bottiglia di whiskey e poco altro, prese un autobus a Jackson. (cit. p. 51)

Un aspetto fondamentale di tutti i suoi futuri lavori come star della musica era la ricerca di una formula giusta, anche pop, che funzionasse, per poi poterla distruggere, annientare, progredendo verso sound sconosciuti e liberi. Alex è  stato un sia un autore pop raffinato, che un bravo chitarrista; scrisse moltissime canzoni con un songwriting eccellente, fu anche innovatore e distruttore, sperimentatore fantasioso e distratto.

Quando a settembre del 1974 iniziarono le registrazioni, Jim si rese conto che Alex in realtà stava facendo di tutto per andare fuori di testa. “La prima sera della prima session lo vidi spararsi in gola il Demerol direttamente dalla siringa” […] Alex in seguito spiegò: “Stavo diventando molto distruttivo, e cercavo di catturare quella cosa sui dischi”. (cit. p. 229)

In questo memoir la giornalista Holly George-Warren ci porta all’interno del mondo di uno degli underdog della musica  – un J.J. Cale proto punk –  e lo fa con il piglio fiero di un reportage giornalistico, riportando testimonianze dirette e indirette insieme a una mole di dati che proietteranno tutti gli appassionati all’interno di questo mondo. Seppur peccando in scorrevolezza, l’autrice ci porta nei recessi di una vita sgangherata e autodistruttiva, fatta di puro genio e casualità, di errori e grosse sfortune che hanno portato un uomo che poteva assurgere a nume tutelare della musica rock – così come successe a Burroughs –  a vivere di espedienti, facendo di volta in volta lavori come lo sguattero e il tassista; per riaffacciarsi nel mondo della musica ha tenuto concerti ovunque ci fosse un ingaggio, finendo la propria vita il 17 marzo del 2019 a soli 59 anni a causa di un problema al cuore da tempo trascurato per via dell’assenza di un’assicurazione sanitaria.

Big_Star_at_Hyde_Park_9

La raffinata traduzione di Gianluca Testani e il lavoro della Jimenez collaborano a rendere più fluida e scorrevole questa biografia trasportandoci in quel vortice di idee e personalismo che portarono Alex Chilton spesso verso l’autodistruzione, ma che gli hanno anche permesso di ispirare tutto il mondo della musica “creando” i generi Alternative, Power Pop e Indie. La sua eredità musicale è stata il fondamentale sostrato sopra la quale si sono venute a creare band come i REM e i Wilco.

 Come nella vita, ad Alex piaceva viaggiare per vie secondarie, pure se ogni tanto significava perdere la rotta. Non era una strada facile, ma lo portava sempre dove voleva andare. (cit.p.10)

Big_Star_at_Hyde_Park_7

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...