SHINE – Pink Floyd Moon

immagine di copertina © Massimo Danza

SHINE – Pink Floyd Moon si inserisce perfettamente all’interno del novero dell’opera rock, non solo per le tematiche e per la gestione della scena teatrale, ma specialmente per l’emozione e il trasporto che traspare dalle parole del regista Micha van Hoecke nei confronti delle musiche di una band che definisce non solo epocale, ma anche annoverabile fra i classici della musica. L’ex Direttore del Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma ha infatti dato vita a un’opera unica, moderna e classica allo stesso tempo, con la complicità della Compagnia Daniele Cipriani e i Pink Floyd Legend.

© Massimo Danza2083
© Massimo Danza

Lo spettacolo approderà al Teatro Olimpico di Roma dal 3 all’8 marzo, nell’ambito delle Giornate della Danza dell’Accademia Filarmonica Romana, dopo il successo di critica riscontrato alla prima mondiale al Ravenna Festival.

Il perno centrale è, ovviamente, il classico “Shine on You Crazy Diamond”, che il regista utilizza come punto di partenza e arrivo per raccontare la biografia di un uomo dove la fantasia diviene un’arma potente per combattere il nichilismo materialista oggi imperante. Denys Ganio, che interpreta una delle versioni di Syd Barret, è il fil rouge che lega passato e presente: già étoile del Balletto di Marsiglia, è stato interprete del famoso Pink Floyd Ballet di Roland Petit, che debuttò nel 1973 con la band inglese che suonava dal vivo; il carisma del primo ballerino di Marsiglia si nota anche mentre ascolta e non parla.

SHINE Pink Floyd Moon colpisce perché, a differenza di quanto fatto fino ad ora, il corpo di ballo non compie un mero esercizio coreografico né si appresta a eseguire un tipico balletto di stampo neoclassico, ma dà corpo e presta fisicità alle emozioni delle lyrics che i Pink Floyd Legend suonano dal vivo: i due mondi non rimangono separati ma vivono un’intensa collaborazione d’intenti fra varie arti che si trasforma in qualcosa di nuovo, una contaminazione tra musica e danza, un suggestionarsi e compenetrarsi a vicenda che dà vita a una simbiosi totale.

© Malcolm Levinkind copy38
© Malcolm Levinkind

Riprendendo le parole del regista: “il canto è una danza che si sente e la danza è un canto che si vede”. Questo è un punto che sia Fabio Castaldi, voce, basso e direttore artistico dei Pink Floyd Legend,una band che negli ultimi anni ha suonato per Roger Waters e oltre 100.000 spettatori, sia Mattia Tortora, che interpreta la versione giovane di Syd Barret, la seconda anima messa in scena, di questo diamante della musica moderna, ci tengono molto a precisare.

Uno spettacolo che si prospetta vivo e pulsante perché ogni artista interpreterà liberamente, ma con rigore, le emozioni che la musica dei Pink Floyd spinge a provare e, proprio perché live, sarà ogni volta uno show unico.

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