Scrivere di musica

Rossano Lo Mele

Minimum Fax, 2020

Io voglio essere diverso – alternativo – e costruire un’identità mia. La cosa si può realizzare attraverso la musica. (cit. p. 13)

Ho scelto questa citazione per iniziare a parlare di Scrivere di Musica perché, con una limpidezza di sguardo e una perfetta capacità di sintesi, racchiude tutti i motivi per i quali si scrive di musica, si vive di musica e si fa musica. Rossano Lo Mele, con la sua vita divisa tra batteria e giornalismo musicale, lo sa bene e in questo libro ci porta con sé cercando di districare l’attorcigliata matassa di un mestiere che, seppur implichi la passione, la vocazione per pochi iniziati, non può non essere affrontato se non con un approccio metodico e di rispetto per l’arte, il lettore e il proprio lavoro.

Non bastano l’amore e la passione, che componenti essenziali per resistere agli inevitabili urti di un mestiere che offre gratificazioni a scapito di tanti sacrifici, ci svela Lo Mele che conosce sulla propria pelle quel che dice, ma serve anche la curiosità, la voglia di capire, per compiere quello sforzo di comprensione e interpretazione senza il quale il mestiere di critico e giornalista musicale è disatteso.

Chiunque può dare un giudizio, ma senza la conoscenza del concreto lavoro musicale – intendo pure la quotidianità in studio, gli strumenti usati, la maniera in cui vengono suonati, le tecniche di produzione, l’aggiornamento dei software – si rischia di ignorare la fibra più profonda di ciò che si pretende di analizzare. (cit. p. 20)

Il direttore dello storico magazine Rumore, con abili tecniche di storytelling, riesce a fornire una visuale privilegiata del dietro le quinte, ma anche un punto di vista storico, che ripercorre gli albori della critica musicale italiana arrivando fino a oggi con lo scopo, per nulla celato, di porsi come base per tutti coloro che aspirano a essa; proprio per questo, citazioni e spiegazioni pratiche, articoli e buone abitudini musico-letterarie, corredano e arricchiscono il testo servendo come linee guida da studiare ed emulare per costruire non solo un messaggio più incisivo da vendere al grande pubblico, ma anche da tenere a mente mentre si prova la necessità di spiegare e analizzare la carica culturale della musica. Un compito non sempre facile, anzi spesso frustrante, è il cercare di rimandare a quel particolare incrocio emotivo che una canzone, un concerto o un album, può sviluppare all’interno dell’animo.

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Lo scrivere di musica è insieme un rifugio e una complessa mescolanza di necessità e narcisismo ma che funziona solo quando si trova il giusto equilibrio fra l’artigianalità di un mestiere vivo, che si evolve e deve essere duttile per rimanere franco – in correlazione con la crescita dello scrittore e con gli sviluppi delle richieste del mercato – e l’integrità di un approccio critico ponderato.

Questo non significa che non si debba prendere posizione, in maniera anche decisa, ma appunto c’è una grossa differenza tra un giudizio molto severo ben argomentato e un buttare là una frase a effetto. Ricordate sempre che siete un tramite, che state comunicando col mondo esterno: il vostro compito è sopra ogni altra cosa quello di fornire a chi vi legge chiavi di interpretazione e di accesso a ciò di cui state parlando. (cit. p. 94)

In questo libro si parla soprattutto dell’evoluzione di un genere di scrittura, con una visione retrospettiva verso la nascita della critica “colta” sul mondo del rock e del pop dalla metà degli anni Sessanta negli USA, insieme a una visione del futuro e dell’odierno: si parla di social, di crisi dell’industria e dei sacrifici che bisogna affrontare; Rossano Lo Mele non tinge di una coltre aurea il passato ma non può fare a meno di scoperchiare un vaso di Pandora ben visibile a tutti

All’inizio degli anni Novanta, prima della rivoluzione digitale, c’erano occasioni e tanto per essere pratici non era considerato normale scrivere gratis su una testata specializzata ovvero venire «pagati in visibilità» (cit. p.26)

La rete ha aperto opportunità di far sentire la propria voce prima impensabili e sdoganato un sistema in cui pur di esprimere la propria opinione moltissimi sono disposti a lavorare gratuitamente, questo è un discorso complesso e multi-stratificato in cui Scrivere di Musica si destreggia bene, mettendone in luce pregi e difetti perché è vero che nel calderone delle voci del web è difficile trovare la propria via ma, come mi diceva Fabio Treves – una delle prime e più longeve voci blues in Italia – che ha collaborato con artisti come Frank Zappa, Mike Bloomfield, Deep Purple e Springsteen, è anche vero che l’immaterialità della rete, può essere un veicolo formidabile per diffondere la propria voce, bisogna semplicemente trovarne una che sia personale. Lo Mele, incalzando il lettore, apre squarci, dipinge scenari, mostra e disvela il duro lavoro del giornalismo musicale, riuscendo tuttavia, in virtù della passione che trasmette scrivendo, ad ammantarlo di un’aura preziosa: una fragile bolla di sincera speranza per il mondo, in trasformazione certo, ma vivo, della critica musicale. Lascia il lettore arricchito e fa pensare, anche a chi come me è da anni all’interno del mestiere, voglio crederci e ci credo nonostante tutto. Per fortuna.

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