Ina Forsman

Ina Forsman è una stella del blues finlandese che ha collaborato con artisti del calibro di Helge Tallqvist. Il suo album di debutto ha conquistato il mondo della critica tanto che la rivista Classic Rock ha detto di lei “ha una voce di dinamite!”  e i suoi recenti tour le hanno portata sotto i riflettori in tutta Europa e USA.

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 In Italia, pur rimanendo un genere di nicchia, il blues sta vivendo una nuova scoperta, com’è suonarlo in Finlandia? È difficile fare blues oppure ha una scena vivace ben connessa con la cultura nazionale?

Abbiamo una scena blues e jazz abbastanza grande in Finlandia, considerando che ci sono solo 5,5 milioni di abitanti nel paese. Gli artisti e i musicisti sono di prima qualità, altamente istruiti, entusiasti e appassionati del genere, della cultura e della storia del blues.

Uno degli autori italiani più apprezzati nel mondo: Massimo Carlotto,  appassionato di blues, ha inserito la tua “Don’t Hurt Me Now” all’interno della playlist blues che segue il dipanarsi del suo noir “Blues Per cuori fuorilegge e vecchie puttane”; il noir e il blues parlano entrambi di cuori spezzati, atmosfere fumose e forse pericoloe, ci trovi un’assonanza?

Trovo che le persone si sintonizzino nella la mia canzone  “Don’t Hurt Me Now”. Quando la suono c’è sempre un lungo e potente assolo di chitarra, e probabilmente questa è una delle ragioni, ahah. Ma anche perché narra di una situazione molto familiare a chiunque: innamorarsi. Tu sai di voler vivere l’amore come se fosse la sensazione più dolce al mondo, ma allo stesso tempo sei spaventato perché sei stato ferito prima.

Nella tua musica, nelle melodie e nello stile trovo una forte influenza di Nina Simone: come ti approcci alla sua figura?

Amo Nina Simone. La sua musica è magica, quasi regale. Così come la adoro, non credo che la mia musica sia nel suo stesso stile, in quanto il suo è uno stile che ha qualcosa di completamente unico e intoccabile. Eppure, sono e sarò sempre molto ispirata da lei.

Il tuo album “Been Meaning To Tell You” ha lo stile particolare che ti contraddistingue e arriva all’ascoltatore in maniera molto diretta, perché non mi parli un po’ del making off dell’album,  voglio conoscerne le particolarità?

Ci sono voluti un po’ di anni per scrivere “Been Meaning To Tell You”. Volevo scrivere un testo personale, scavare in fondo alla mia anima e alla vita per trovare temi a cui i miei ascoltatori si sarebbero potuto relazionare. Ho anche sfidato me stessa a scrivere di qualcos’altro oltre l’amore e per questo sono nate canzoni come “Whatcha Gonna Do” e “Why You Gotta Be That Way”. Queste parlano di molestie sessuali in strada, qualcosa che è sfortunatamente ancora molto comune e accade a quasi tutte le donne. “Whatcha Gonna Do” racconta la storia dalla prospettiva di un uomo così come “Why You Gotta Be That Way” racconta la storia da quella della donna.

Tornando al noir e alle atmosfere fumose  sebbene il tuo genere originario sia il blues mischi con perizia R&B, con lo swing e un neo soul che ricorda, in parte, Amy Winehouse: come riesci a mantenere in piedi il mix?

Scrivo sempre le canzoni nello stile che mi ispira nel momento. Non potrei mai legare me stessa a un solo genere, e allo stesso tempo, penso che Blues, Jazz, Soul e R&B camminino tutte mano nella mano.

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Hai una particolare cura per il tuo songwriting, so che il tuo ultimo album ha tardato a venire alla luce proprio perché per via di un incidente hai dovuto ricominciare a scrivere da capo molte lyrics, così credo che tu stia attenta non solo a curare il messaggio ma anche la sua presentazione ed è un qualcosa di molto letterario, perché credi sia importante?

Mi piace scrivere canzoni in cui il pubblico riconosca subito di cosa stia parlando. Senza nascondere nulla nelle parole, dirette, oneste.

Gli europei e i turisti di tutto il mondo sognano di poter vedere, almeno una volta nella vita, l’aurora boreale ma, cosa è per chi ci vive? Ci si può abituare alla bellezza?

Io vengo da Helsinki, che si trova molto a sud della Finlandia, così sfortunatamente non vediamo molte aurore boreali. Ne ho viste alcune volte in Lapponia, e sono davvero indimenticabili.

 Quali sono i tuoi progetti futuri? Vuoi svelare qualche segreto alla tua fan base italiana?

Adesso vivo a Berlino e sto lavorando su nuova musica. Sto componendo e scrivendo canzoni da sola, il che è una nuova sfida e un progetto di crescita personale.

“No Room For Love” è è una delle tue canzoni di maggior successo, da cosa scaturisce il pezzo?

“No Room For Love” è una canzone che io ancora oggi adoro esibire a ogni show, anche dopo quattro anni. È una canzone sul lasciare una lunga relazione dopo aver realizzato che gli anni hanno preso il loro tributo e semplicemente non c’è stanza per l’amore.

Oggi c’è una nuova attenzione alla figura femminile, in tutti i campi, si lotta ancora per un’emancipazione sociale e per una parità di genere; è un tema importante è vorrei sapere come vivi questa consapevolezza? La strada è ancora lunga?

Penso che sia un soggetto interessante di cui parlare. Ho visto un cambiamento immenso in questi ultimi anni proprio perché le donne si stanno rialza di, dicono la verità e si supportano l’un l’altra, che è la cosa più importante. È anche molto bello vedere gli uomini parlare della parità dei diritti. Abbiamo bisogno di tutti i sessi, le età e le etnie che ne parlino, e che supportino l’uguaglianza dei diritti.

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