The Bookends

Eric Gales

Provogue, 2019

Funk, Rock Blues

Bookends vede la partecipazione di una band composta da LaDonna Gales ai cori, Aaron Haggerty alla batteria, Neon al basso e Dylan Wiggins all’organo, e non è, a mio avviso, un album dall’ascolto indimenticabile. Le doti tecniche si notano e sono preponderanti lungo tutto l’album, ciò nonostante il chitarrista si arrende a sonorità decisamente pop e R&B moderno e questo è davvero un peccato perché Eric Gales ha un talento cristallino sia con in mano una sei corde, sia nella voce potente che oltretutto oggi riesce a sfruttare appieno con tecnica.

Il long play, il secondo per l’etichetta Provogue, non brilla per originalità ed Eric Gales mostra i muscoli in diverse occasioni per ovviare alla situazione: l’uso della distorsione e di elementi stilistici presi dalla tradizione radiofonica non giovano all’artista che ne rimane, indubbiamente, ingabbiato.

Permettendomi una digressione personale, era dall’esordio di Gary Clark jr. che non rimanevo così deluso da una nuova uscita. Gary Clark lo vidi aprire un concerto di Clapton in UK prima che la sua stella iniziasse a brillare davvero; e fu un evento memorabile: quel chitarrista aveva carattere, verve e abilità perfette per emergere in un panorama musicale monotonamente piatto, eppure quando uscì il suo primo cd rimasi sconcertato per come avesse istradato la sua musicalità. Non era rimasto nulla del leone ruggente visto sul palco, sembrava un docile gatto domestico; questa è la sensazione che trasmette Bookends, del feroce alligatore del Mississipi si hanno solo piccole tracce, piccole increspature dell’acqua e nulla più.

coccodrillo

“How Do i Get You”, “It Just Beez That Way” e “Somebody Lied” sono esempi perfetti di quanto si cerca di dire. Il primo è un rock classico, con chitarra distorta talmente classico da essere, per l’appunto, preconfezionato e proprio per questo non arriva, non colpisce l’ascoltatore; il secondo è un pezzo di R&B moderno che soffre dello stesso problema, mentre “Somebody Lied” è un mix di elettronica, funk e rock senza anima. Abbiamo davvero bisogno di qualcosa del genere? Non credo sia opportuno e nemmeno che ci sia davvero il bisogno di cercare di trasformare Eric Gales in un Lenny Kravitz del rock-blues, dove i toni del pop sommergono il talento e al posto di un genuino artista ci rimandano a un frankestein senza una identità sonora propria.

Il disco comunque non ha solo pecche anzi, in perfetto stile Provogue, vede la partecipazione massiccia di guest star e sono loro a impreziosirlo donandoci le canzoni migliori: una riproposizione di “With A Little Help From My Friend” con una Beth Hart in gran spolvero, è forse la traccia migliore; una canzone muscolare, con assoli di chitarra ben orchestrati e le due voci che riescono a dare vita a una melodia stupefacente. Questo perché sembra che Eric Gales riesca a sciogliere le corde che lo impastoiano, si lascia andare e si fa riconoscere nel brano dando vita a qualcosa di incredibilmente ben fatto, in cui la voce di Hart sembra prendere fuoco. “Southpaw Serenade” vede la collaborazione di un altro esperto della sei corde Doyle Bramhall II, per molto tempo turnista con Eric Clapton. Qui le note a cui danno vita si intrecciano, si accompagnano e sostengono a vicenda, mentre i chitarristi si sfidano e si divertono facendo divertire anche noi.

A malincuore, ma non troppo, mi sento di dire che due ottimi brani non bastano a salvare il lavoro, anzi, rendono ancora più evidente il livello qualitativo non all’altezza della produzione di Matt Wallace e da un enfant prodige con molteplici dischi alle spalle come Eric Gales era lecito aspettarsi di più. Spero che l’alligatore sia rimasto sotto il pelo dell’acqua sonnacchioso, ma pronto a scattare e rischiare per agguantare la preda, perché Gales con in mano la chitarra è un predatore pericoloso e il mio augurio è di vederlo tornare un vero e proprio “son-of-a-gun” come cantava Muddy Waters, per rimanere in tema fluviale.

Tracklist

    • Intro
    • Something’s Gotta Give (feat. B. Slade)
    • Watcha Gon’ Do
    • It Just Beez That Way
    • How Do I Get You
    • Southpaw Serenade (feat. Doyle Bramhall II)
    • Reaching For A Change
    • Somebody Lied
    • With A Little Help From My Friends (feat. Beth Hart)
    • Resolution
    • Pedal To The Metal (feat. B. Slade)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...